Domenica 16 Giugno 2002
Gita di escursionismo storico/culturale

TOUR DEL BELVEDERE

Segnavia 1
Partenza Frazione Rey di Ollomont
Difficoltà E
Dislivello 353 m
Tempo 4 ore (da palina segnavia) - 2 ore (da nostra ricognizione)
Periodo Aprile - Novembre

LE MINIERE DI RAME DI OLLOMONT

Importante per la storia di Ollomont fu la scoperta dei giacimenti di rame avvenuta, secondo l'Abbé Henry, nel 1699. La miniera comprendeva tre centri di coltivazione a Saint Jean, presso il villaggio di Rey, a La Balma, presso la frazione di Vouèce, e a Vaud.

La tradizione popolare vuole che sia stato un contadino a scoprire il minerale cuprifero a Ollomont. Si racconta che mentre questo stava dissondando il terreno si accorse di alcuni sassi particolarmente gialli e brillanti che vennero un primo tempo scambiati per minerale aurifero.

Il conte Carlo Luigi Perrone di San Martino, investito della baronia di Quart e del territorio di Ollomont che a quel tempo ne dipendeva, affidò l'estrazione del metallo al barone Ferrod che fece costruire alcune fabbriche a Valpelline e acquistò i terreni e i boschi necessari allo sfruttamento. Dalla fine del 1700 la miniera venne chiusa e riaperta a più riprese. Nel 1855 la miniera fu affidata al conte belga Victor Seyssel d'Aix per la durata di 60 anni che compì, senza grandi successi, tutti i lavori destinati a rimettere in attività la miniera e la fonderia annessa. Nel 1864 succedette il conte Cornelissen associato a un gruppo di industriali belgi vi investì dei capitali. Nel 1868 la produzione mensile di rame raggiunse le 12,5 tonnellate. Altre società si succedettero compiendo lavori di ricerca. La Società Ollomont (1905-1912)fece fare grandiosi lavori per l'estrazione e la lavorazione del materiale: a Valpelline costruì un forno americano, a Frissonia un tunnel di scarico del materiale profondo 300 metri con mille scalini ad Ollomont un centrale elettrica, una laveria, un frantoio, alcune pompe molto potenti. Fu questo il periodo di maggior sfruttamento della miniera: vi lavoravano più di mille operai di Valpelline di Ollomont. Alcuni anni più tardi la miniera venne chiusa perché era ormai troppo povera ed i costi per l'estrazione ed il trasporto troppo alti. Tutti i macchinari in ferro vennero venduti per essere fusi durante il primo conflitto mondiale.  Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, quando furono istituite le sanzioni contro l'Italia, con l'impossibilità quindi d'importare il rame necessario per la fabbricazione delle armi, la Società Cogne di Aosta si installò a Ollomont e fece altri lavori di ricerca; ma il filone di rame non fu più trovato. Testimonianze interessanti di quel periodo sono gli edifici adibiti a uffici e ad alloggiamento per ingegneri e operai costruiti a Rey, comprendenti magazzini, la mensa, i dormitori, le scuderie, i laboratori ecc., vi potevano alloggiare circa 150 persone; a Rey si scorge ancora l'imbocco principale della vecchia miniera, un altro ingresso è visibile a Balme. A Frissonia, il primo dei quattro chilometri della galleria della miniera che porta a Valpelline è stato adibito dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina al deposito del tipico formaggio valdostano.

 

OLLOMONT
LA CHIESA PARROCCHIALE, LE CAPPELLE, LE MINIERE E LA CASA FARINET

La parrocchia di Ollomont venne eretta nel 1775, anno in cui venne terminata la costruzione della nuova chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Agostino. La chiesa custodisce interessanti arredi in marmi policromi; in particolare l'altare maggiore e la cornice della pala d'altare furono realizzate negli anni 1784-1785 dal marmista Giuseppe Pioli di Varese, che eseguì anche la balaustra che divide l'aula dal presbiterio sulla quale risalta lo stemma di Carlo Baldassarre Perrone di San Martino (1718-1802) e della moglie. Il conte era nipote di Carlo Filippo Perrone di San Martino, cui appartenevano i terreni nei quali vennero scoperti, nel 1699, importanti giacimenti di rame. Lo sfruttamento della miniera, che ebbe vicende alterne, trovò negli anni 1905-1912 il periodo di maggiore produttività. A Rey sono ancora visibili l'imbocco principale della miniera e i numerosi edifici adibiti a uffici, alloggi per ingegneri e operai, comprendenti i magazzini, la mensa, i dormitori, le scuderie, i laboratori, ecc. Dopo Rey si incontra il villaggio di Vaud con la cappella dedicata a San Gregorio, costruita nel 1443 e decorata all'interno da un pregevole ciclo d'affreschi della metà del XV secolo. Dalla conca di By si affaccia la cappella di San Teodulo, costruita nella seconda metà del XX secolo sui terreni dell'onorevole Paolo Alfonso Farinet, a poca distanza dalla sua casa estiva dove soggiornò anche Luigi Einaudi nel 1943, il quale vi tornò negli anni 1950-1952, come Presidente della Repubblica, per brevi soggiorni estivi.

Durante tutto il XVIII e il XIX secolo gli abitanti di Ollomont e di Valpelline si mobilitarono per combattere gli abusi dei vari concessionari della miniera rispetto agli effetti insalubri delle esalazioni prodotte dalla lavorazione del minerale (Nicco, L'industrializzazione in V.d.A, vol.III).

Allo stesso periodo risale il ru des Monts che dal villaggio di Vaud, nel comune di Ollomont, con uno sviluppo di circa 7 km e tratti in galleria arriva sino alle terre agricole di Doues dove, a margine di verdi distese prative, appare la piccola cappella di Chatelair. Il ru des Monts cadde in disuso forse nel 1630 quando il terribile flagello della peste decimò la popolazione valdostana impedendo le periodiche e vitali opere di manutenzione. Altri sostengono invece che a causa di numerose frane venne abbandonato ancora prima. Solo nel dopoguerra, la condotta d'acqua fu rimessa in funzione e inaugurata nell'estate del 1949.

Il ru des Monts, con un percorso di circa 7 chilometri, dal villaggio di Vaud, nel comune di Ollomont, giunge sino alle terre agricole di Doues. Di dice che il canale cadde in disuso, per mancanza di manodopera, dopo il terribile flagello della peste del 1630; altri sostengono invece che sia stato abbandonato già in precedenza a causa di numerose frane. La condotta d'acqua è stata rimessa in funzione nell'estate del 1949.

Il territorio di Doues è bagnato da due ruscelli che, abilmente incanalati, hanno avuto un'enorme importanza per le attività agricole della zona. I due sono il ru des Monts e il ru de By. Il primo partiva da Ollomont (frazione Vaud) e, dopo un paio di chilometri, circondava mediante canali di legno il Belvedere e arrivava a Chatelay, proseguendo poi fino a Doues. Pare che sia stato abbandonato dopo la peste per mancanza di manodopera. Gli abitanti di Doues nell'immediato dopoguerra, grazie all'appoggio di Arbaney, allora assessore regionale all'agricoltura, ripristinarono il canale perforando la montagna con una galleria che in futuro potrebbe essere ingrandita e servire come collegamento viabile con Ollomont. L'opera è stata inaugurata nel lugio del 1949.

Il ru des Monts fu realizzato tra il 1400 e il 1414. Ha inizio a Vaud, quindi percorre la collina sulla destra orografica di Ollomont per entrare in una galleria dalla quale esce in comune di Doues. Il ru des Monts fu abbandonato nel 1630, al tempo della peste, secondo alcuni per mancanza di personale per la manutenzione. A questo proposito una leggenda narra che un uomo controllava personalmente il corso del canale e , nel giro di perlustrazione, una serpe bianca immancabilmente lo accompagnava, strisciando lungo la riva. Nessuno l'aveva mai disturbata, ma quando l'incarico passò a un giovane guardiano, questi, infastidito dalla presenza del rettile, lo uccise senza sospettare sotto quelle spoglie si celava la fata che presiedeva le sorti del ruscello. Dopo la scomparsa dell'animale, il canale irriguo comincio a franare in vari punti, fino a diventare del tutto inservibile e soltanto nel 1949 il ru des Monts è tornato all'attività.

Il percorso consigliato ha inizio a un centinaio di metri oltre l'abitato di Ollomont, nei pressi delle antiche abitazioni dei minatori, dove si imbocca la larga mulattiera che con qualche tornante si inoltra nel fitto bosco di abeti e larici e che porta sul tracciato del ru des Monts. Qui si incontra e si segue la stradina sterrata che calca il percorso del canale scoperto. Si affronta quindi, un tratto alquanto stretto, scavato nella roccia, fino a pervenire a una galleria. Muniti di torcia elettrica, la si percorre per una lunghezza di 800 metri e si sbuca nei pressi della strada per Doues. Quindi si giunge in circa 2 ore alla cappella di Chatelair posta a 1430 su un panoramico dosso.

 

PERCORSO

Nella frazione Rey (1392) si imbocca il sentiero (segnavia 1) che sale verso il ru des Monts e poi prosegue fino all'Alpe Veries (1709 m) di qui si continua sulla strada agricola che conduce al sentiero per Chatelair. In seguito si percorre il ru des Monts, nei pressi di una bastionata di rocce, si entra nel tunnel di circa 600 metri (indispensabile la pila). All'uscita si segue ancora il ruscello sino a ricongiungersi al tracciato di salita, poco prima di Rey.

Legenda percorso  Cartina 1  Cartina 2  Cartina 3  Legenda percorso